San Lazzaro, riaperti i cantieri Erp in via Spinelli e Canova

Per gli alloggi di via Spinelli previste le assegnazioni a inizio 2019. In via Canova si parla di fine lavori entro il 2019

Articolo di Giancarlo Fabbri

Cantieri 04 Abbandonati
I cantieri di via Canova, rimasti abbandonati per più di un anno

Buone notizie per l’edilizia pubblica. Sono ripresi i lavori al palazzo di via Spinelli e riprenderanno anche in quelli di via Fratelli Canova a San Lazzaro. Vedendo ancora deserti i cantieri Acer fermi da oltre un anno abbiamo chiesto informazioni all’Azienda Casa Emilia-Romagna di Bologna per avere notizie. Anche perché la graduatoria del Comune di San Lazzaro, del 2017, vede 261 famiglie in attesa di un alloggio di edilizia residenziale pubblica (Erp). Lista che ha al primo posto una famiglia di un solo componente con 30 punti, al secondo una con 28 punti e quattro componenti, mentre in ultima posizione sono due persone con un punto solo.

Dall’ottantesima famiglia in giù sarà molto difficile che chi è in lista riesca infine ad accedere a un alloggio pubblico; pochi se ne liberano e pochi se ne fanno.

Dunque Acer ci conferma che i lavori nel fabbricato di via Spinelli sono ripresi e si conta di terminarli entro l’anno; sono infatti quasi completati e si tratta di interventi di rifinitura e di riparazione di guasti dovuti all’imprevista chiusura dei cantieri. Tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019, terminati i collaudi, dovrebbe quindi esserci l’assegnazione degli alloggi. Mentre per i due edifici di via Canova, ancora al grezzo e senza il tetto, stanno per risolversi i procedimenti tecnici e amministrativi (perizie tecniche ed economiche preliminari alla riassegnazione dei lavori) per far ripartire i cantieri. Gli edifici dovrebbero comunque essere completati entro il 2019.

La storia di questi cantieri viene da lontano. Già alla fine degli anni ‘90 era evidente lo stato di degrado, quasi di inabitabilità, delle tre palazzine ai civici 32, 34 e 36 di via Canova (gemelle di quelle, meno degradate, ai civici 24, 26 e 38) a proprietà mista dopo la vendita di alcuni alloggi da parte dell’Istituto autonomo case popolari (Iacp), ora Acer, per far cassa. Nel civico 32, su dieci alloggi uno era privato e nove comunali, di cui tre vuoti inabitabili, nel 34 due privati e otto pubblici di cui cinque vuoti, nel 36 tre privati e sette comunali di cui tre vuoti. E all’epoca le famiglie in graduatoria per la casa popolare erano oltre 300. Dopo l’avvio del progetto “Case Andreatta” della Mura San Carlo, poi demolite e sostituite da edifici con alloggi senz’altro più confortevoli, prese corpo l’idea di recuperare anche le case popolari di via Canova, realizzate nell’immediato dopoguerra per accogliere gli sfollati. Furono istituiti laboratori di urbanistica partecipata – era il 2008 – che coinvolsero i proprietari e gli inquilini degli edifici. Col consenso degli interessati si giunse quindi a un progetto di demolizione e ricostruzione delle tre palazzine che, partecipando al bando regionale dei Tremila alloggi, vinse quattro dei cinque milioni necessari. Nacque così il Pruacs “Case Canova”, cui fu abbinato un edificio da 30 alloggi, di cui 11 Erp e 19 per la locazione permanente, con lavori iniziati nel 2012, per un totale di 70 alloggi, ma ancora da terminare per fallimenti; e delle tre palazzine di via Canova solo una, con 11 alloggi, fu terminata e assegnata.

 

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