Dopo la Via degli Dei, ecco il Cammino di S.Antonio

E’ boom dei cammini a piedi, mentre si diffonde un nuovo concetto di vacanza

Articolo di Giancarlo Fabbri

Cammino 05 S AntonioVia degli Dei? C’è anche quella “dei santi”, che passa per San Lazzaro e Ozzano. Anche quest’anno migliaia di camminatori, appassionati di trekking e del turismo lento, ma anche tantissimi bikers, hanno percorso o stanno percorrendo la Via degli Dei, affermando anche un modo diverso di trascorrere qualche giorno di ferie. Un successo che forse non si sarebbe avuto se Cesare Agostini e Franco Santi non avessero scoperto a Monte Bastione i primi basolati di un’antica strada romana, da loro chiamata Flaminia militare, che congiungeva Bologna ad Arezzo attraversando il crinale sopra la Futa. Il nome recente di “via degli Dei” pare derivi dai tanti luoghi, lungo il percorso, anticamente dedicati a divinità pagane: Monte Adone, Monzuno (Mons Juno, Giunone), Monte Venere, Monte Luario (dalla dea Lua). Il cammino, lungo 125 km, quindi molto più breve del Camino de Santiago (800 km), o della via Francigena (800 km solo nel tratto italiano), deve forse il suo successo anche alla sua brevità, oltre che alla incontaminata bellezza dei paesaggi ed ai reperti della Strada Romana.

Grazie proprio al successo di esperienze come quella della Via degli Dei, cresce l’attenzione per percorsi alternativi, nuovi o riscoperti, come è il Cammino di Sant’Antonio. Come per altri cammini che cominciano ad attrarre escursionisti e appassionati, non è ancora stato del tutto tabellato come per la sentieristica ufficiale del Club Alpino Italiano (Cai).

Il percorso parte dai santuari antoniani di Camposampiero verso Padova (24 km) e prosegue per 431 km in 22 tappe fino al santuario di La Verna in Toscana. Sono 4 le tappe che toccano anche il nostro Appennino: da Bologna San Ruffillo a Settefonti (21 km), da Settefonti a San Martino in Prediolo (18 km), da San Martino in Prediolo a Tossignano (23 km) e da Tossignano al Parco Naturale del Carnè in Romagna (23 km).

Nel dettaglio, la tappa che prende il via da San Ruffillo passa per Ponticella, Croara, Montecalvo, Farneto, Castel de’ Britti, Ciagnano e Settefonti. La tappa successiva scende nella Valle del Quaderna per risalire fino alla cima di Monte Calderaro (568 metri slm), scendere a Vedriano e ancora a San Martino in Pedriolo.

Si tratta di escursioni suggestive, soprattutto con i colori dell’autunno, quasi sempre immersi nella natura godendo di ampi panorami. Tappe senza difficoltà particolari, se si è abituati a camminare, dotandosi di abbigliamento da campagna, scarpe da trekking e scorta d’acqua. E lungo il percorso ci sono anche B&B e alberghi nelle vicinanze.

Il Cammino di Sant’Antonio è stato riscoperto nel 2010 seguendo, a ritroso, il percorso che il santo portoghese, António de Lisboa al secolo Fernando Martins de Bulhões, fece dal suo rifugio conventuale toscano a Padova. Un percorso che ha varie aggiunte, come Venezia-Padova, e che fa parte di un tragitto più lungo a collegare il santuario di Padova, dove è custodita la salma di Sant’Antonio, a quello di Assisi che accoglie le spoglie di San Francesco. Per info: www.ilcamminodisantantonio.org.

 

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