Crespellano: puzze da biomasse? Ce lo dirà il monitoraggio

Non bastano i nasi dei residenti, occorre scriverlo sul questionario. Attesi a giorni i risultati

Articolo di Sarah Buono

Impianto via Bargellina
Biomasse lavorate nell’impianto di via Bargellina a Crespellano

Si è conclusa il 31 luglio scorso la campagna di monitoraggio del “disagio olfattivo”  (neologismo che significa “puzza”), ma ancora non sono stati resi pubblici da Arpae i risultati. Nei passati mesi sono stati tanti a segnalare al Comune i cattivi odori provenienti dalla zona limitrofa all’impianto di trattamento delle biomasse di via Bargellina, a Crespellano, proprio nei pressi dall’impianto di recupero rifiuti speciali non pericolosi.

La Giunta ha avviato quindi una “campagna di monitoraggio” per comprendere il disagio percepito utilizzando – su proposta dell’Agenzia Regionale per l’Ambiente Arpae – Distretto di Montagna – una questionario da compilare sui giorni e sulle ore in cui si percepisce la puzza. Chiunque poteva partecipare anzi, più sono le segnalazioni raccolte e più saranno significative.

Il monitoraggio è partito il 15 giugno scorso e si è chiuso il 31 luglio. Per segnalare le “puzze” bisognava compilare in modo dettagliato una scheda apposita, scaricabile dal sito comunale.

Tutte le segnalazioni ricevute sono state trasmesse all’Arpae, quale soggetto incaricato per l’elaborazione dei dati: il Comune non aprirà le buste e quindi non conoscerà i dettagli delle segnalazioni, se non per il report finale, che sarà consegnato da Arpae al termine dell’elaborazione, atteso a giorni. Da circa un anno si è costituito l’Osservatorio ambientale di Legambiente proprio sulle attività del deposito-impianto di stoccaggio di  Valsamoggia. Già a novembre 2017, durante le prime assemblee, emersero i disagi dei cittadini, degli alunni delle vicine scuole: ripetute testimonianze di pesanti sforamenti degli orari di attività dell’impianto con odori fortissimi, prolungati fuochi e fumi, considerevoli polveri disperse nell’aria.

L’impatto olfattivo delle emissioni di un impianto costituisce un problema ambientale nella misura in cui l’odore presente nell’aria ambiente sul territorio è percepito come disturbo dalla popolazione residente.

Del resto, è difficile che una puzza sia percepita come qualcosa di piacevole.  Ovviamente risulta difficile individuare, definire e gestire gli episodi di inquinamento olfattivo, a causa della soggettività intrinseca del disturbo olfattivo.

L’utilizzo di questionari da compilare è una metodologia procedurale che si ispira a quanto già fatto dalla Regione Lombardia, che si è pure dotata di una propria specifica normativa sulle emissioni odorigene.

 

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